Il 4 ottobre 1920 nasceva a San Vitale Baganza Luigi Stocchi, destinato a diventare una leggenda della musica popolare e da ballo con il nome d’arte di Gigi Stok.
Cresciuto a Bianconese, ha iniziato a suonare fin da piccolissimo seguendo il padre Aldo nelle piazze e nei mercati domenicali.
A 11 anni ha intrapreso gli studi al Conservatorio di Parma sotto la guida di Francesco Marmiroli, diplomandosi e arrivando a vincere nel 1940 il Concorso Nazionale di Fisarmonica di Macerata.
Dopo aver prestato servizio nella seconda guerra mondiale con i Granatieri di Sardegna, a conflitto terminato ha dato il via a una straordinaria carriera. Ha suonato nei locali più prestigiosi dell’epoca, come il Giardino d’Inverno a Parma e La Bussola a Viareggio, collaborando con grandi artisti e sfidando i pregiudizi del tempo.
Alla fine degli anni ’40, il successo del suo celebre valzer “Elettrico” gli è valso un contratto discografico storico con la prestigiosa etichetta “La Voce del Padrone”.
Autore di uno stile virtuosistico unico che ha rivoluzionato il liscio emiliano (la Filuzzi), portando la tastiera sinistra della fisarmonica a livelli tecnici mai visti prima, Gigi Stok ha lasciato un segno indelebile anche nel cinema, collaborando nel 1966 con Carlo Rustichelli alla colonna sonora del film “L’immorale” di Pietro Germi, con Ugo Tognazzi.
Nel corso della sua vita ha ricevuto massimi riconoscimenti, tra cui il calco della mano a Recoaro Terme nel 1998 e il prestigioso Life Achievement Award al London Accordion Festival nel 2001, prima che la malattia lo portasse via, lasciando un’eredità musicale immensa che ancora oggi fa ballare ed emozionare.
Per approfondire: GIGI STOK – Uomo e musicista della terra natia” di Alessandra Marchese – Emmebi edizioni Firenze

































