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SUMMARY:Notte Rosa
DESCRIPTION:Dal 5 al 7 luglio prossimi la Romagna si trasformerà nel più grande dancefloor a cielo aperto d’Italia. Sarà una Notte Rosa nel segno del ballo – nelle sue mille forme ed accezioni\, dai ritmi folk alla danza sportiva\, dal country al liscio\, dalla disco dance all’hip hop\, dal rock all’indie hop\, passando per il mondo del clubbing e delle discoteche – quella che porterà le province di Rimini\, Forlì-Cesena\, Ravenna e Ferrara a scatenarsi fino all’alba in una grande festa collettiva lungo i 110 km di costa\, passando per le piazze delle grandi città della Riviera trasformate in gigantesche balere fino ai piccoli borghi. \n\n\n\n“Weekend Dance”\, il claim ideato da Claudio Cecchetto per ispirare la 19esima edizione del Capodanno dell’estate\, è stato svelato in anteprima nel corso dell’ultima riunione del Consiglio d’amministrazione di Visit Romagna\, che si è tenuto oggi – lunedì 22 gennaio – alla presenza del presidente Jamil Sadegholvaad\, del direttore Chiara Astolfi\, dei componenti del Consiglio d’Amministrazione e della cabina di regia. \n\n\n\nVoglia di muoversi\, stare bene e sentirsi in forma\, divertendosi e sprigionando energia positiva\, facendosi trascinare dal ritmo di una manifestazione corale nel segno del benessere fisico e del desiderio di condividere emozioni: temi e suggestioni che fungeranno da filo conduttore per l’edizione 2024 della Notte Rosa\, che mira a rilanciare la Romagna come distretto del ballo. La danza come linguaggio del corpo che unisce e diventa il volano perfetto per promuovere l’internazionalizzazione della Notte Rosa; una danza che fa bene alla salute\, fisica e mentale\, portando benessere ed armonia. \n\n\n\nNon mancheranno iniziative dedicate al racconto del distretto romagnolo del ballo che ha spopolato in Europa negli anni ‘80/90\, mostre sulla storia del ballo in riviera\, sui dj\, sul futuro della musica. Un viaggio a passo di danza che comincia da uno dei simboli della “romagnolità del mondo”: la grande tradizione del liscio\, vera e propria colonna sonora della Romagna\, un mito inossidabile che accomuna generazioni lontane nel tempo. Nel 2024 ricorrerà il 70esimo anniversario di Romagna Mia\, colonna portante della storia della musica italiana e della Romagna\, emblema del connubio tra musica e ballo\, performance live e flash mob. La Notte Rosa e la Romagna metteranno dunque al centro la celebrazione del liscio\, dei suoi protagonisti e delle sue orchestre. \n\n\n\nCredit Ravenna e dintorni.it
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SUMMARY:Vai liscio!
DESCRIPTION:Il 6 luglio piazza Prampolini si trasforma\, a partire dalle 21\, in una grande balera con Vai liscio! un evento che vede la collaborazione tra il Comune di Reggio Emilia e la Regione Emilia-Romagna\, con la partecipazione di orchestre provenienti da tutto il territorio regionale. In piazza sarà installata una vera e propria pista da ballo\, mentre sul palco saliranno 4 orchestre di liscio: Concerto a fiato L’Usignolo\, l’Orchestra La Storia di Romagna\, I Violini di Santa Vittoria e l’Officina del Battagliero. \n\n\n\nLa serata è promossa dalla Regione Emilia-Romagna\, coordinata da ATER Fondazione in collaborazione con la Fondazione Entroterre\, organizzata dal Comune di Reggio Emilia e Fondazione Palazzo Magnani e sostenuto da Rekeep spa. La serata rientra nel progetto regionale “VAI Liscio!” che punta al riconoscimento del ballo\, che rappresenta un valore fortemente identitario del nostro territorio\, come patrimonio immateriale dell’umanità tutelato dall’Unesco. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLe orchestre\n\n\n\n\n\n\n\nConcerto a fiato L’Usignolo \n\n\n\nMirco Ghirardini – Quartino \n\n\n\nAndrea Medici – Quartino \n\n\n\nFabio Codeluppi – Tromba \n\n\n\nValentino Spaggiari – Bombardino \n\n\n\nCristina Zambelli – Genis \n\n\n\nDimer Maccaferri  -Corno \n\n\n\nGianluigi Paganelli – Tuba \n\n\n\nL’Usignolo rivisita la tradizione musicale dei “concerti a fiato” di Barco (Reggio Emilia)\, rielaborando partiture di musica da ballo di fine Ottocento. Il settimino\, fondato da Francesco Gualerzi e Mirco Ghirardini\, si colloca come dimensione d’organico a metà strada tra il concerto a fiato originario (12-13 elementi) e l’orchestrina da ballo di più ridotte dimensioni (e differente per il tipo di strumenti impiegati). \n\n\n\nIl nome del gruppo è preso dal titolo del valzer\, L’usignolo appunto\, con cui il concerto a fiato ottocentesco dei Cantoni di Parma invitava con “cinguettii” virtuosistici la gente alle danze. \n\n\n\nL’ Usignolo è il titolo di uno dei più celebri valzer di Luigi Boccaccio e da il nome ad un gruppo nuovo ma con radici molto lontane nel tempo quando ancora esistevano i cosiddetti “Concerti a Fiato” molto diversi\, per composizione e stile\, dalle “orchestre” come le pensiamo oggi. \n\n\n\nNelle feste popolari\, per le sagre della vendemmia e della mietitura\, la gente aveva voglia di ballare e\, ad accompagnarli già dalla fine dell’ 800\, erano gruppi di veri pionieri del genere che sui ritmi incalzanti di valzer\, mazurche e polche permettevano a clarinetti e trombe di scatenarsi in sequenze di note indiavolate e portare ai più arditi acuti. \n\n\n\nAncora non erano in uso le percussioni né ritmi di tradizione spagnola o sudamericana e nemmeno le voci venivano utilizzate\, forse anche per la mancanza di amplificazione; solo strumenti a fiato con aggiunto\, a volte\, il contrabbasso. \n\n\n\nMusicisti di provenienza accademica e non\, attivi nei più variegati generi musicali (classica\, pop\, contemporanea) si sono ritrovati a scoprire il divertimento\, il piacere e il grande valore virtuosistico della musica popolare della nostra terra. \n\n\n\nIl gruppo oltre ad eseguire i brani più famosi ed ancora molto amati di questo repertorio\, si sta anche occupando di ricercare le pagine meno note per proporle al proprio pubblico\, e non manca di inserire le nuove composizioni di Francesco Gualerzi (fondatore del gruppo assieme a Mirco Ghirardini) che con grande sensibilità e talento riesce a ricollegarsi alla tradizione rispettandone lo stile e l’ atmosfera. \n\n\n\nUna proposta di grande valore culturale\, di recupero del linguaggio musicale “nostrano” ma anche un’ occasione di autentico divertimento alla scoperta di uno stile prodigioso ed entusiasmante. \n\n\n\nOltre alla normale attività concertistica relativa al proprio repertorio\, L’Usignolo in questi anni ha realizzato spettacoli di varia natura in collaborazione ad esempio con scrittori (Pignagnoli ballabile con Daniele Benati\, Paolo Nori\, Marco Raffaini e Ugo Cornia\, Orchestra Disatri con Paolo Nori e Marco Raffaini\, Tutto Tranne che il liscio con Paolo Nori) con cantanti (Crepacuore con Mara Redeghieri) e attori (I babbi deli sposi con Vito produzione dell’Arena del Sole di Bologna). \n\n\n\n\n\n\n\nOrchestra La Storia di Romagna \n\n\n\nAdealdo (Dedo) Baldassarri – Tastiere \n\n\n\nClaudio Bruciaferri – Violino \n\n\n\nGianpiero Bocchini – Chitarra e canto \n\n\n\nIvan Bolognesi – Sax Contralto/Tenore/Baritono\, Clarino Do/Sib \n\n\n\nLuca Piva – Contrabbasso \n\n\n\nRoberto Ruffilli – Sax Contralto/Tenore\, Clarino Do/Sib\, Voce \n\n\n\nVainer Rossi – Batteria e Percussioni \n\n\n\nLa Storia di Romagna nasce il 19 dicembre 1981\, debuttando al Centro Internazionale “Ca’ del Liscio” di Ravenna. È una realizzazione di Vincenzo Nonni\, ambasciatore della musica romagnola. Il suggerimento di fare un’orchestra di questo tipo fu dato da Raoul Casadei a Vincenzo Nonni\, all’epoca direttore della Ca’ del Liscio. Tanti erano gli amanti della musica di Secondo Casadei\, che da tempo sognavano di avere un’orchestra che proponesse la lunga e straordinaria storia musicale di questo grande Maestro\, simbolo della Romagna. \n\n\n\nL’orchestra nasce con lo spirito e l’impegno di eseguire i suoi brani con le stesse modalità e stile e con quel sound tutto particolare che contraddistingue questa musica. È una tradizione che fa parte della cultura popolare di questa terra\, un patrimonio da salvaguardare; è vita per gli anziani\, e per i giovani è linfa da trarre da queste radici. \n\n\n\nLa Storia di Romagna si presenta con una formazione di 7 elementi\, con la caratteristica divisa rossa anni ’50\, gli orchestrali schierati elegantemente sul palco su tre file\, ognuna su un piano diverso. Tutto il repertorio è eseguito esclusivamente dal vivo\, con grinta\, forza e calore; una musica travolgente\, carica di emozioni\, che fa del ballerino un vero atleta da competizione. \n\n\n\nLe serate d’estate si arricchiscono di una coppia di ballerini bravi e belli che\, assieme alle fruste (gli s’ciucarein)\, formano uno spettacolo folkloristico indimenticabile\, che riempie di gioia i cuori\, invitando al ballo gente di tutte le età. \n\n\n\nCompletano il repertorio tradizionale\, che comunque rimane il suo fiore all’occhiello\, i ballabili internazionali di grande successo e le canzoni presentate dai cantanti che\, con bravura ed esperienza\, arricchiscono l’orchestra\, composta da veri professionisti\, offrendo così un concerto per chi ascolta e una carica di agonismo per chi balla. Serata dopo serata\, nelle piazze e nelle sagre\, nelle fese di parrocchia o dei partiti\, l’orchestra raccoglie sempre maggiori consensi e successi\, il pubblico impazzisce ed è sempre più numeroso\, arrivando anche da tanti chilometri di distanza. \n\n\n\nSi parla di crisi del settore: forse sono in crisi le orchestre che fanno finta di suonare\, e non è questo il caso di questo affiatatissimo gruppo. \n\n\n\n\n\n\n\nI Violini di Santa Vittoria \n\n\n\nDavide Bizzarri – primo violino \n\n\n\nOrfeo Bossini – secondo violino \n\n\n\nRoberto Mattioli – terzo violino \n\n\n\nCiro Chiapponi – viola \n\n\n\nFabio Uliano Grasselli – contrabbasso \n\n\n\nNei primi decenni dell’Ottocento si diffondono nelle campagne emiliane nuovi balli di origine popolare. Sono il valzer\, la mazurca\, la polca. \n\n\n\nMusiche che arrivano da lontano e che subito innestano le loro melodie\, i ritmi\, e soprattutto un nuovo modo di fare musica\, nel tronco di una cultura arcaica e contadina. A Santa Vittoria (RE)\, questa nuova tradizione musicale prende la forma di un fenomeno unico nel suo genere: si suona con gli strumenti ad arco\, in piccoli gruppi orchestrali dal sapore mitteleuropeo che prendono vita quasi in ogni famiglia. Sul finire del secolo questo borgo di braccianti\, riscattato grazie alla musica\, ha già assunto i contorni della leggenda\, diventando nella fervida immaginazione degli uomini della bassa Il Paese dei Cento Violini. \n\n\n\nI Violini di Santa Vittoria (Davide Bizzarri\, Orfeo Bossini\, Davide Simonelli\, Ciro Chiapponi\, Fabio Uliano Grasselli) sono gli unici rappresentanti della memoria musicale vittoriese. I loro spettacoli sono concerti con narrazioni\, che raccontano una meravigliosa storia di emancipazione in cui si intersecano gli alfabeti amorosi di una civiltà arcaica\, il realismo magico della bassa\, e l’orgoglio dei caratteri fieri\, alla ricerca dell’identità più profonda delle popolazioni che abitano le rive del Po reggiano. \n\n\n\n\n\n\n\nL’Officina del Battagliero \n\n\n\nGlauco Caminati – Fisarmonica \n\n\n\nFrancesco Gualerzi – clarinetto\, sax e produzione \n\n\n\nAdelmo Sassi – chitarra\, voce e produzione \n\n\n\nRiccardo Bontempelli – batteria \n\n\n\nMarco Bortesi – basso e contrabbasso \n\n\n\nValentino Spaggiari – trombone e bombardino \n\n\n\nOfficina del Battagliero è oggi l’unica realtà musicale italiana in grado di riproporre fedelmente lo stile straordinario e “battagliero” alla Pattacini\, con capacità espressiva ed equilibrio. \n\n\n\nUn progetto che ha l’ambizione di rendere vitale la relazione fra musica colta-classica e musica folcloristica. Due tradizioni che convivono nel grande albero genealogico storico-musicale. \n\n\n\nOfficina del Battagliero è un gruppo musicale italiano fondato nel 2014 con il preciso intento di recuperare e divulgare in modo essenziale e puro\, lo stile e il linguaggio della musica folcloristica nata e cresciuta lungo le terre che costeggiano il torrente Enza e che divide la provincia di Reggio e Parma\, a partire da metà 800. \n\n\n\nConoscete il valzer “Battagliero” ? . . . certamente sì !! è uno dei brani più apprezzati e suonati dalle Orchestre da ballo italiane\, ed è nato in questa zona\, esattamente a Barco di Bibbiano terra di grandi musicisti e “ culla “ del Parmigiano-Reggiano. L’autore è Tienno Pattacini (nato nel 1908)\, che ritenne di farne il proprio “Cavallo di Battaglia “. Nei primi anni trenta\, Tienno aveva già una sua orchestra in cui suonava il clarinetto e per la quale scriveva brani da Ballo e da Concerto. Pattacini fu un compositore molto prolifico\, il suo repertorio comprende più di mille brani fra valzer\, mazurche\, polche e tanghi. Questo tipo di folclore deriva in gran parte dal Romanticismo espresso da Giuseppe Verdi. Infatti lo stile del “Concerto a Fiato Cantoni” di Parma (origine 1861)\, ricorda molto le sonorità delle “bande di palcoscenico”\, usate spesso nelle Sue opere. \n\n\n\nOltre al Concerto Cantoni vi furono i Pinazzi\, i Barcaroli\, Galli\, Casanova e pochi altri. \n\n\n\nTienno Pattacini\, giovanissimo e virtuoso clarinettista\, fece parte della seconda generazione del concerto a fiato Cantoni\, e fu lì che assimilò lo stile che poi traspose con abilità e grande personalità nel proprio repertorio che\, purtroppo\, negli anni andò in parte accantonato. L’Officina del Battagliero si ripropone di portare a conoscenza del grande pubblico appassionato la tradizione folcloristica del nostro territorio.
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SUMMARY:Il Primo Secondo
DESCRIPTION:La vita e la prima parte della carriera di Secondo Casadei\, dalle sue prime esperienze musicali\, fino alla consacrazione definitiva\, nel 1954\, con il valzer Romagna mia. Sullo sfondo\, la Romagna di fine ‘800\, le atmosfere del “villaggio” prima che tutto diventasse globale. Con Il Primo Secondo di Denis Campitelli si apre\, lunedì 8 luglio (ore 21\,15\, ingresso gratuito) la mini rassegna estiva Petrella in piazza\, a cura di Cronopios (che gestisce lo storico Teatro Petrella)\, in collaborazione con il Comune di Longiano – Assessorato alla cultura\, all’interno del cartellone Longiano Estate 2024. \n\n\n\n\n\nLa Romagna contadina\, impossessata dal “demone del ballo” (“Forza\, stasera bisogna déj int al gambi”\, citando Secondo Casadei) prende vita attraverso la parola di Denis Campitelli e l’organetto diatonico di Andrea Branchetti. Uno spettacolo prodotto da Teatro Due Mondi col sostegno di Regione Emilia-Romagna\, che ben si addice alla messa in scena nello scenario unico di Piazza Malatesta\, nel cuore del borgo\, a lato del Castello\, dove sarà allestito il palco e una platea da 450 posti a sedere. \n\n\n\nUn’ennesima\, effervescente prova d’attore per l’attore cesenate Denis Campitelli\, che ha saputo costruirsi negli anni una carriera da uomo di palcoscenico con un variegato e personale repertorio di spettacoli – di cui è autore e interprete – sia in lingua che in dialetto romagnolo. Ma che si fa notare sempre più anche per importanti partecipazioni cinematografiche\, tra cui Loro di Paolo Sorrentino (2018)\, Volevo nascondermi di Giorgio Diritti (2020)\, Brado di Kim Rossi Stuart (2022).La rassegna Petrella in piazza proseguirà venerdì 19 luglio con Lella Costa che porterà sul palcoscenico estivo di piazza Malatestiana lo spettacolo Questioni di cuore. Il terzo appuntamento\, in programma domenica 11 agosto\, porterà a Longiano in una veste ibrida il rapper e cantautore Ghemon con il suo nuovo lavoro Una cosetta così\, non solo musica ma anche stand up comedy e storytelling.
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DESCRIPTION:Per celebrare il 70° anniversario di Romagna Mia e nell’ambito del percorso di valorizzazione del Liscio volto a proporne la candidatura all’iscrizione nella lista UNESCO\, MontisolaManouche e il festival Balamondo uniranno Liscio e Gipsy Jazz\, due generi nati dall’influenza della musica da ballo europea\, pieni di brio\, di sentimento e slanci virtuosistici. Ospiti: Mirko Casadei POPular Folk Orchestra e Filippo Dall’Asta
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SUMMARY:Santa Balera vs Ranaway
DESCRIPTION:Musica Sabato 20 luglio evento straordinario alla Rocca Ravaldino di Forli: Santa Balera vs Ranaway ovvero Liscio vs Rock per una serata unica e imperdibile! \n\n\n\nSabato 20 Luglio dalle 21 all’interno della Rocca di Ravaldino\, Cosascuola di Forli propone una “battle” ovvero il liscio contro il rock\, proponendo due gruppi che si sono formati all’interno dei percorsi di musica d’insieme di Cosascuola\, in collaborazione con il MEI di Faenza. Stiamo parlando dei Santa Balera\, reduci dai successi Sanremesi di quest’anno e da un lungo tour di successo in regione contro i Ranaway\, vincitori di numerosi concorsi e finalisti a Tu si Que Vales e Sanremo Rock & Trends\, premiati recentemente con la targa dell’AFI. \n\n\n\nAttraverso i brani dei Giganti del  Liscio e dei Giganti del Rock si potrà raccontare un altro tipo di musica che suona la Generazione Z e che si distacca dal mainstream commerciale dei banali tormentoni estivi.  \n\n\n\nLa sfida parte alle ore 21 ed è realizzata in collaborazione con il Comune di Forlì e con la Casa della Musica di Faenza. \n\n\n\nSuoneranno:  \n\n\n\nI componenti della formazione della nuova orchestra della Gen Z del Liscio Santa Balera sono i musicisti: Loris Casadei\, Kevin Cimatti\, Christian Di Giacomo\, Veronica Castellucci\, Carlotta Marchesini\, Andrea Medri\, Matilde Montanari\, Riccardo Monti\, Nicolò Quercia\, Riccardo Monti\, Emanuele Tedaldi. Fanno parte del collettivo musicale anche Davide Magnani\, Jastin Visani\, Tommaso Terenzi\, Nicolas Biondini e altri artisti.  \n\n\n\nMentre i componenti dei Ranaway sono: due le voci\, quella di Matilde Montanari (conosciuta per il progetto del sano divertimento “big fun no trip”) e di Emanuele Tedaldi; tre i batteristi (Davide Zaramella\, Anna Mazzolani e Alessandra Foschi); 4 chitarristi (Matteo Saputo\, Matteo Raggi\, Marco Mariani e Paride Valvassori); un pianista\, Matteo Scotti; ed un bassista\, Nicolò Succi.
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